Dott. Bruno Maietta - TERAPIA ENERGETICA

Dott. Bruno Maietta
Psicologo – Psicoterapeuta - Terapia energetica

 

"DIFESA TEST" Il nuovo strumento psicodiagnostico

Il nuovo strumento psicodiagnostico del Ministero della Difesa: il Difesa Test (DT)


Quest’articolo si propone di presentare il nuovo strumento psicodiagnostico del Ministero della Difesa, denominato Difesa Test (DT), mettendo in luce le motivazioni che hanno spinto il Ministero della Difesa alla costruzione dello strumento ed i possibili vantaggi offerti da questo nuovo questionario di personalità.

1. Premessa

Nel 1995 il Ministero della Difesa decise di rinnovare la strumentazione psicodiagnostica utilizzata principalmente nell'ambito della visita di leva. Il committente (Ministero della Difesa) indisse una gara d'appalto specificando che :

"L'appalto ha per oggetto la costruzione di un test di personalità da impiegare in ambito Forze Armate e da utilizzare soprattutto nella visita di leva-selezione alla quale sono sottoposti i giovani" (Comunicazione del Direttore Generale Dr. Giuseppe Di Stefano, prot. LEV600550 del 31.01.1995).

La gara d'appalto, riservata ad istituzioni pubbliche di ricerca, fu vinta dal Dipartimento di Psicologia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", che affidò il coordinamento scientifico del lavoro alla prof. Lucia Boncori, già curatrice di numerosi test per altri Enti pubblici.

Nel contratto era stato precisato (art. 6) che andava presa in considerazione anche la possibilità di somministrare il test ad una potenziale popolazione femminile in vista di un futuro arruolamento delle donne. Inoltre, prevedendo l'utilizzo del test anche nell'ambito della psicodiagnostica medico-legale, è stata curata dal Dipartimento di Psicologia una connessione diretta alle nosografie internazionali più usate.

Al progetto hanno lavorato diversi docenti ed esperti sia della Facoltà di Psicologia dell'Università degli studi "La Sapienza" che d’altre facoltà, numerosi responsabili di strutture pubbliche e private impegnate nella diagnosi e nel trattamento di psicopatologie, giovani psicologi che si sono formati nel laboratorio di Teoria e Tecniche dei Test di Personalità diretto dalla prof. Boncori e allievi della Scuola di specializzazione in "Valutazione Psicologica" dell'Università degli studi "La Sapienza” (tra i quali il secondo degli autori del presente articolo).

2. Motivazioni

Gli Ufficiali responsabili del settore desideravano che il nuovo questionario della Difesa denominato Difesa Test, avesse principalmente i seguenti requisiti :

1) fosse costruito esplicitamente in funzione delle caratteristiche socioculturali italiane. Al questionario (applicabile alla fascia d’età compresa tra i 16 ed i 65 anni) era richiesto , in particolare, una formulazione dei quesiti semplice e facilmente comprensibile anche dai giovani meno colti. L'inventario di personalità doveva inoltre poter essere somministrato in forma collettiva;

2) possibilità di essere utilizzato anche nella diagnostica medico-legale grazie ad una connessione al DSM-IV e ICD-10, cioè alle nosografie attualmente più utilizzate a livello internazionale;

3) avere a disposizione uno strumento diagnostico adatto anche ad una potenziale popolazione femminile in cui fossero presenti delle scale cliniche (citiamo solo per esempio la scala dei Disturbi da alterato comportamento alimentare) particolarmente rilevanti per questa popolazione, specialmente nella fascia d'età in cui presumibilmente le donne sarebbero selezionate dal Ministero della Difesa;

4) permettere all'amministrazione un considerevole risparmio di denaro pubblico e la possibilità di avere uno strumento psicodiagnostico creato appositamente per le sue esigenze e facilmente applicabili nei diversi ambiti di sua pertinenza (visita di leva, impiego di personale in servizio permanente, selezione per i volontari in ferma breve, selezione del personale per impieghi speciali come missioni umanitarie all'estero, arruolamento futuro delle donne nelle Forze Armate . . .).

3. Gli strumenti psicodiagnostici attualmente utilizzati dal Ministero dellaDifesa

Attualmente, sia in ambito selettivo sia in ambito medico-legale, sono utilizzati i seguenti strumenti psicodiagnostici:

3.1 Il Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI)

Il principale strumento psicodiagnostico attualmente utilizzato dal Ministero della Difesa è, com’è noto, il Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI di J. C. McKinley e S.R. Hathaway, 1940) uno dei test più largamente diffusi e studiati in campo internazionale (Boncori, 1993).

Il questionario MMPI nasce agli inizi degli anni '40 e risente in modo determinante della nosografia elaborata da Kraepelin (Kraepelin, 1909-1913) tra la fine del'Ottocento e gli inizi di questo secolo. Altri sistemi di riferimento utilizzati dagli autori per la costruzione dell'MMPI sono alcune scale d’atteggiamento personale e sociale precedentemente pubblicate, schede per l'esame psichiatrico presenti in diversi manuali di psichiatria di fine Ottocento, e non per ultima la loro personale esperienza maturata presso la clinica neuropsichiatrica dell'Università del Minnnesota.

Compito non facile del Difesa Test è appunto quello di sostituire l’MMPI in tutti i diversi ambiti applicativi in cui normalmente viene oggi applicato questo test e rispondere alle nuove esigenze delle Forze Armate pensiamo ad esempio alla ormai prossima costituzione di un esercito volontario e la possibilità anche per le donne di entrare nelle Forze Armate.

3.2 Il test dei Cubi di Khos

Consiste nella ripetizione di figure eseguite con cubetti colorati. Questo test implica la capacità di osservare alcune forme e riprodurle. Il successo nella riproduzione e la velocità di esecuzione dipendono dalla capacità di analizzare il tutto nelle varie parti che lo compongono. Questo test si correla con l’insieme delle capacità intellettive del soggetto.

3.3 Le Matrici Progressive di J. C. Raven

Consiste nel presentare al soggetto un modello da completare scegliendo il tassello mancante tra vari disegni. Il test richiede la capacità di analizzare, costruire ed integrare fra loro una serie di concetti. Misura le efficienze intellettive, la capacità del soggetto di pensare con chiarezza. È somministrabile a persone d’ogni età, indipendentemente dal livello culturale.

3.4 Il 16 PF di Cattel (forma C)

E' un questionario che può fornire un quadro abbastanza completo della personalità e degli interessi del soggetto, in un tempo molto breve. Si basa sulla misura di 16 dimensioni, funzionalmente indipendenti e psicologicamente significative. Può essere utile per misurare almeno quattro dimensioni di secondo ordine (estroversione, ansia, durezza, indipendenza) che sono tratti più ampi, valutabili raggruppando i tratti di primo ordine (capacità mentale, forza dell'Io, forza del Super-Io, timidezza, durezza, dipendenza, ecc…).

3.5 Il Reattivo dell’albero di K. Kock

Al soggetto viene chiesto di disegnare un albero da frutta come meglio può su un foglio bianco. Si procede quindi alle valutazioni dell’aspetto totale del disegno e all’analisi delle varie caratteristiche. Vengono considerate le misure, la collocazione sul foglio, l’inclinazione, i rapporti fra le parti, ecc . . .

3.6 Il Test della Figura Umana

Ha lo scopo di rilevare in modo approssimativo, lo sviluppo intellettuale e di identificare problemi di personalità (problemi emotivi, sociali, d’immagine di sé, ecc. . . E’ particolarmente indicato per soggetti in età evolutiva. Consiste nel far disegnare tre figure umane diverse: un uomo, una donna ed infine il proprio autoritratto.

4. Descrizione del Difesa Test (DT)

4.1 Presentazione

Il Difesa Test (DT) è uno strumento psicodiagnostico costruito avendo come punti di riferimento i sistemi nosografici attualmente più usati in ambito internazionale cioè il DSM (IV revisione) e l’ICD (decima revisione). Entrambi i sistemi sono delle classificazioni descrittive che non affrontano problemi di natura epistemologica né propongono teorie ma vogliono essere un terreno comune utile ed accettabile nella ricerca e nella pratica. Come abbiamo già accennato il contratto tra il Ministero della Difesa e il Dipartimento di Psicologia prevedeva appunto la costruzione di un questionario di personalità che avesse una connessione diretta con le nosografie internazionali prima citate.

Le scale cliniche del DIFESA TEST sono state costruite a partire dagli indicatori presenti nel DSM-IV e ICD-10. Nel nostro caso gli "indicatori" includono sia i "sintomi" indicati nei suddetti manuali sia altre caratteristiche sintomatologiche individuali, considerate in seguito a ricerche o esperienze cliniche. Per questo scopo sono state condotte, tra l'altro, delle interviste ad esperti clinici per una maggiore garanzia di selezione degli indicatori e delle categorie nosografiche. E' noto che alcuni comportamenti considerati patologici in alcuni contesti socio-culturali potrebbero non essere validi e attendibili per la popolazione italiana, e in particolare per la fascia d'età che a noi interessa. Questo appena detto è un importante elemento da considerare ogni qual volta si utilizza uno strumento costruito e validato in una diversa cultura, come nel caso dell’MMPI.

4.2 Costruzione e delimitazione delle variabili oggetto di misurazione

La necessità di delimitare le variabili oggetto di misurazione è stata compiuta collegialmente dal gruppo operativo del Dipartimento di Psicologia. I criteri applicati sono stati due: eliminare le categorie relative a patologie non appropriate alla fascia d'età 17-50 e non adeguatamente valutabili mediante questionario e/o al di fuori di un rapporto terapeutico fiduciario.

Dai circa 2000 quesiti iniziali, tutti originali, i 300 quesiti della forma definitiva del questionario, afferenti alle diverse scale, sono stati selezionati grazie a diversi procedimenti statistici (statistiche descrittive, analisi fattoriale, item analysis, . . .) e al giudizio di un nutrito gruppo di esperti. I quesiti sono stati costruiti secondo le norme indicate dalla letteratura psicometrica internazionale per ridurre al minimo gli effetti di fattori quali la modesta acculturazione, l'acquiescenza, la desiderabilità sociale, ecc. La stesura dei quesiti è stata compiuta da 28 autori, prevalentemente psicologi o psichiatri professionisti con una lunga esperienza professionale.

4.3 Descrizione delle scale del Difesa Test Le scale in cui si articola la valutazione del questionario della Difesa sono, in accordo con il DSM-IV, divise per Assi . Nella tabella che segue presentiamo le scale cliniche del Difesa Test.

(Asse I) (Asse II)
[1. Scala S] Schizofrenia e sindrome schizotipica [9. Scala DP] Disturbo di personalità paranoide
[2. Scala M] Ipomania e mania [10. Scala PAS] Disturbo di personalità antisociale
[3. Scala D] Depressione [11. Scala B Disturbo di personalità borderline
[4. Scala AL] Disturbi da alterato comportamento alimentare [12. Scala PI] Disturbo di personalità istrionico
[5. Scala AA] Ansia acuta (attacchi di panico) [13. Scala PN Disturbo di personalità narcisista
[6. Scala AG] Ansia generalizzata [14. Scala EV] Disturbo di personalità evitante
[7. Scala FO] Fobiche, sindromi [15. Scala PD Disturbo di personalità dipendente
[8. Scala OC] Sindrome ossessivo-compulsiva [16. Scala POC] Disturbo di personalità anancastico (ossessivo-compulsivo).


Sono state introdotte tre scale di controllo allo scopo di poter individuare quei test da considerare non validi o poco attendibili in quanto il soggetto ha cercato di are un’immagine di sé artefatta o è apparso incoerente sulle risposte. Le scale di controllo sono le seguenti :

[17. Scala L] è una scala di desiderabilità sociale. Si compone di alcuni quesiti di contenuto manifestamente autoelogiativo con riferimento allo stereotipo del "buon militare".

[18. Scala F] costruita dagli item con bassa frequenza di risposta, tutti contrari per contenuto allo stereotipo del "sano di mente" e del "buon militare".

[19. Scala INC] che segnale l'incongruenza fra risposte che dovrebbero essere simili. La modalità di risposta avviene su una scala Likert a cinque livelli di cui non viene definito il livello centrale per ridurre il numero delle risposte ambigue. Nell’esempio che segue mostriamo un item del questionario e le modalità di risposta con cui il soggetto può esprimere le sue preferenze: Mi piace molto parlare di me.

4.4 Difesa Test: dati tecnici

Il questionario della Difesa è somministrabile a partire dai 16 anni di età. Il livello di istruzione richiesto è la licenza elementare, al limite può essere sufficiente che il soggetto sia capace di leggere purché comprenda il significato delle frasi.

Il tempo di somministrazione mediamente va dai 45 ai 60 minuti. Il tempo utilizzato dal soggetto non viene preso in considerazione per fini valutativi.

5. La sperimentazione del Difesa Test

In questo paragrafo descriveremo per sommi capi alcune delle procedure sperimentali utilizzate per la costruzione del Difesa Test. L’esposizione che segue è sintetica e di tipo descrittiva. Eviteremo, inoltre, di fornire dei commenti relativi alle singole scale ma metteremo invece in evidenza le qualità psicometriche, la validità ed attendibilità del nuovo questionario della Difesa nel suo insieme.

5.1 Campione

Come abbiamo già accennato, le diversi fasi di sperimentazione del test hanno coinvolto circa 2000 soggetti di cui circa 500 patologici. Il contratto intercorso tra il Ministero della Difesa e il Dipartimento di Psicologia prevedeva la somministrazione del test ai seguenti campioni :

• studenti maschi e femmine, simili alle reclute per età e cultura;

• militari normali, militari patologici;

• civili normali.

La campionatura principale dei soggetti normali è presentata nel grafico 1. Come si potrà notare costituiscono questo campione il subcampione degli studenti (N=299; 159 femmine e 140 maschi), dei giovani chiamati alla visita di leva (N=387), dei militari appartenenti all’Esercito (N=392), alla Marina (N=183) e all’Aeronautica (N=202).

Il termine “normale” è tra virgolette poiché ci troviamo di fronte sia a soggetti sottoposti a nessuna forma di selezione (studenti e giovani di leva) sia a soggetti provenienti da uno screening precedente all’arruolamento nelle Forze Armate.

I soggetti patologici in ambito militare sono stati individuati tra coloro che venivano dimessi dal Policlinico Militare di Roma (N=232) e dall’Ospedale di Medicina Legale della Cecchignola (N=46) con diagnosi psichiatrica.

I soggetti patologici civili (in totale 201) sono pazienti con diagnosi psicopatologica selezionati principalmente presso:

- il centro terapeutico di un ospedale di Milano;

- pazienti in trattamento psicoterapeutico presso un gruppo di psicoterapeuti romani;

- detenuti militari a Forte Boccea con tratti psicopatologici.

Il numero dei soggetti civili patologici è stato superiore a quanto previsto dal contratto allo scopo di ampliare la tipologia di pazienti esaminati.

Nella tabella n.2 viene presentato il campione patologico su cui è stato validato il Difesa Test.

5.2 Le fasi di sperimentazione del Difesa Test

Durante le diverse fasi di sperimentazione del questionario, i circa 2000 quesiti originali sono stati rridotti ai 300 della versione finale del test. Gli item della forma definitiva sono stati selezionati principalmente grazie a diversi procedimenti statistici come le statistiche descrittive (media, deviazione standard e coefficiente di variazione), le analisi fattoriali, diverse analisi degli item (o item analysis) e al giudizio di un nutrito gruppo di esperti.

Le analisi fattoriali effettuate sulle scale cliniche del Difesa Test hanno fornito ulteriori dati a conferma della validità del questionario. Ricordiamo che generalmente, un test viene definito “valido” nella misura in cui risulta chiaro il significato, teorico e pratico, della variabile che esso misura (Boncori, 1993). Per verificare, inoltre, la possibilità di poter differenziare, sulla base dei punteggi ottenuti sul test, soggetti con diverse diagnosi psicopatologiche, sono state effettuate una serie di “Analisi della Varianza” (un metodo statistico che permette di porre a confronto le medie di due campioni diversi di soggetti) che hanno fornito dei dati incoraggianti rispetto alle qualità psicometriche del Difesa Test. Il metodo applicato, denominato dei “gruppi contrapposti”, è ampiamente utilizzato in psicologia per la verifica della validità di costrutto di un questionario. Test come l’MMPI, il CPI o l’inventario di interessi di Strong sono stati validati, appunto, ponendo a confronto, i dati ottenuti da campioni contrapposti rispetto a un qualche tratto psicologico (ad esempio si confrontano i punteggi ottenuti sulla scala della Depressione di soggetti depressi e soggetti normali).

Molto interessanti, e particolarmente utili, sono inoltre i commenti di alcuni casi clinici presentati nel manuale fornito dal Dipartimento di Psicologia. Per ogni categoria diagnostica sono stati scelti infatti, per rendere l’interpretazione dei dati il più semplice possibile, dei soggetti con una diagnosi relativamente “pura” ed è stato mostrato e commentato il profilo ottenuto attraverso al Difesa Test. I dati emersi sono stati logicamente integrati ed analizzati alla luce delle informazioni ottenute dai colloqui svolti con lo stesso soggetto.

L’attendibilità del questionario (“costanza” o “fedeltà” delle misurazioni), calcolata scala per scala, espressa in termini di omogeneità degli item (indice alfa di Cronbach) è risultata elevata. Il Dipartimento di Psicologia si riserva, nella prossima fase di sperimentazione, di calcolare l’attendibilità in termini di “stabilità dei risultati al retest” (metodo denominato del test-retest) che darebbe sicuramente delle informazioni aggiuntive rispetto alla validità diagnostica e predittiva del Difesa Test.

Dalla fine di Ottobre 1999 fino a Marzo 2000 è stata attuata in tutta Italia, una seconda fase di sperimentazione in cui sono stati somministrati, agli stessi soggetti, sia l’MMPI che il Difesa Test. Il Dipartimento di Psicologia raccoglierà questi dati che verranno utilizzati non solamente per permettere di migliorare il questionario della Difesa ma anche per attuare dei proficui confronti con lo stesso MMPI. Durante questa fase di sperimentazione congiunta verrà inoltre data la possibilità, ai diversi operatori (psicologi e psichiatri) che operano nelle strutture militari, di prendere “confidenza” con il nuovo strumento psicodiagnostico ed eventualmente di fornire al Dipartimento di Psicologia consigli e raccomandazioni utili al fine di migliorare le caratteristiche del Difesa Test. In seguito sarà attuata una ulteriore fase sperimentale in cui si confronteranno sugli stessi soggetti, a distanza di alcuni mesi, i risultati ottenuti al Difesa Test nelle due prove (metodo test-retest). Questa procedura sperimentale permetterà, tra le altre cose, di verificare l’attendibilità statistica del Questionario della Difesa. Ci riserviamo la possibilità, in una futura pubblicazione, di illustrare i risultati di questa seconda fase di sperimentazione.

6. Considerazioni conclusive

Il nuovo questionario della Difesa, denominato Difesa Test, sarà il nuovo strumento psicodiagnostico utilizzato dalle forze Armate nei diversi ambiti in cui, fino a poco tempo fa, veniva utilizzato l’MMPI, uno degli strumenti autovalutativi maggiormente studiati e diffusi in campo internazionale. Quella dell’MMPI, com’è facilmente intuibile, è sicuramente un’eredità gravosa e non facile da gestire; vi è infatti ancora molto lavoro da compiere anche se ci riteniamo ampiamente soddisfatti dei risultati fin qui ottenuti.

La decisione del Ministero della Difesa di commissionare un nuovo questionario al fine di rinnovare la strumentazione psicodiagnostica in suo possesso è sicuramente una scelta particolarmente intelligente ed estremamente coerente con il processo di ristrutturazione che sta avvenendo nelle Forze Armate Italiane.

Questo nuovo strumento nasce dai nuovi bisogni sollecitati da questa ristrutturazione ed è, in virtù della sua impostazione, già pronto a rispondere con flessibilità a quelli che saranno i nuovi bisogni dell’Amministrazione.

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