Dott. Bruno Maietta - TERAPIA ENERGETICA

Dott. Bruno Maietta
Psicologo – Psicoterapeuta - Terapia energetica

 

Il test sociometrico e le piccole unità militari

Conoscere i segreti della vita di gruppo, al di fuori dell'orario di servizio, è stato sempre difficile per i Comandanti delle piccole unità. I componenti delle stesse si schermiscono da ogni intrusione da parte dei superiori. Un semplice strumento (il test sociometrico) può aiutare a conoscere le dinamiche delle relazioni interpersonali ed il clima affettivo esistenti nelle piccole unità dipendenti.

Ogni volta che due o più persone si aggregano per il raggiungimento di uno scopo comune si parla di gruppo. Più precisamente si parla di piccoli gruppi quando tra i membri del gruppo stesso sono possibili interazioni faccia-a-faccia prolungate; quando si è coscienti di costituire una realtà sociale che è qualcosa di diverso dalla somma dei singoli membri; quando c'è una condivisione degli obiettivi e la sua esistenza è nota a tutti.

Esempi tipici di piccoli gruppi sono: la famiglia, i gruppi di amici, i gruppi di lavoro.

Le dinamiche che si riscontrano nei gruppi sono varie ed importanti. Già l'ingresso, il fatto di entrarne a far parte è fonte di ansia dovuta alla “paura dell’ignoto”. L'esperienza può comportare un certo grado di tensione sia in colui che entra nel gruppo sia nel gruppo stesso che, nel ricevere il nuovo membro, deve adattarsi a lui.

Spesso l'ingresso di un nuovo membro è preceduto dall'iniziazione, rituale che può comportare imbarazzo o addirittura dolore.

La funzione del rituale d’iniziazione può essere solo simbolica: cioè definire in modo chiaro chi fa parte del gruppo e chi no. Può anche avere la funzione di suscitare un senso di lealtà verso il gruppo da parte del nuovo membro. Infatti il disagio che comporta l'iniziazione può servire ad accrescere l'impegno successivo nei confronti del gruppo attraverso processi di riduzione della dissonanza: "se ho fatto tutto questo per diventare membro di questo gruppo, deve essere veramente importante per me".

In un gruppo è importante l’esperienza di un destino comune: ogni membro sa che i propri risultati sono legati ai risultati degli altri. All'interno si crea una forma di interdipendenza molto forte costituita dagli obiettivi connessi al compito del gruppo. Quando questi obiettivi portano gli individui ad una relazione reciproca positiva sono probabili la cooperazione, la coesione ed una migliore prestazione. Se l'interdipendenza è negativa si ha competizione, si riduce la simpatia per gli altri membri del gruppo e le prestazioni risultano scadenti.

Un'altra distinzione fondamentale nella vita di un gruppo è quella tra comportamenti diretti al raggiungimento dello scopo (comportamento diretto al compito) e i comportamenti concernenti i sentimenti tra i membri (comportamento socio-emozionale o espressivo).

Molto importanti nella vita di un gruppo sono lo status e l'amicalità. E' possibile caratterizzare individui e relazioni nel gruppo, rispetto a queste dimensioni, utilizzando le valutazioni soggettive fornite dai membri o l'analisi oggettiva del comportamento.

E' chiaro che al suo interno si organizza una rete interdipendente di status e ruoli. Ogni membro assume una posizione sociale o un ruolo che può essere completamente diverso dallo status o dal ruolo che agisce quando è fuori dal gruppo.

Un altro aspetto importante sono le norme che ogni gruppo si dà e che definiscono i limiti dei comportamenti accettabili e non. Esse aiutano l'individuo a strutturare e prevedere il proprio contesto, costituiscono uno strumento per regolare il comportamento del gruppo e facilitano il raggiungimento degli scopi.

E' importante anche l'influenza sociale che si riscontra nei gruppi (conformismo) nel senso che gli individui si conformano agli atteggiamenti ed al comportamento della maggioranza.

E' molto probabile che si osservi l'emegere di un "leader". Generalmente il leader s'identifica nell'individuo che ha la capacità di influenzare gli altri membri e spingerli al perseguimento degli scopi comuni. Sembra che i leader siano più intelligenti, più sicuri di sé, più capaci, dotati di conoscenze specifiche, hanno facilità di parola, sono dominanti, più socievoli, dotati d'iniziativa, più perseveranti e orientati verso la riuscita rispetto ai loro seguaci. (Bales R. F., 1951).

Nel gruppo si evidenziano anche individui che, al contrario dei leader, sono esclusi; sono soggetti rifiutati dagli altri, che tendono a turbare l’equilibrio emotivo del gruppo con la loro aggressività e con il loro comportamento asociale. Si possono anche riscontrare individui isolati e solitari, cioè soggetti che non riescono ad inserirsi, che tendono a ripiegarsi su se stessi, escludendosi dalla vita di gruppo.

Nelle Istituzioni militari esempi di piccoli gruppi sono dati dalle squadre, dai plotoni, dai componenti di una camerata, dai gruppi di lavoro composti da militari di leva. In queste unità si possono osservare le stesse dinamiche che avvengono nei piccoli gruppi appena descritti. Queste unità, però, non si sono formate spontaneamente ed in esse il leader non è colui che emerge spontaneamente, ma è imposto dall'Istituzione (caporale, Sergente, Tenente, ecc.).

I membri di questi gruppi non scelgono di entrarne a far parte perché ne condividono gli obiettivi ma vi sono immessi d'autorità e quindi l'ingresso, e a volte l'iniziazione, può essere più difficile e traumatica.

Anche questi gruppi hanno un obiettivo comune (compito istituzionale), essi avvertono una loro realtà sociale e sentono che la loro unità si differenzia nettamente dalle altre. Spesso in essi si avverte una forte coesione (spirito di Corpo).

Le norme che seguono questi gruppi non sono autodeterminate ma sono istituzionali, norme che sono imposte dall'esterno; ma pur essendo istituzionalmente organizzati, si verificano tutte quelle dinamiche che si riscontano nei gruppi spontanei.

Anche in questi gruppi esistono delle norme sub-istituzionali, una rete di status e ruoli che ne regola la vita e operano indipendentemente dalle norme istituzionali. Di là dei ruoli istituzionali, infatti, emergono figure di leader, di soggetti esclusi, gli isolati e i solitari. Individuare questi soggetti all’interno di queste unità può essere molto utile per un Comandante. Affidare un incarico delicato ad un soggetto che emerge anche come leader dalla propria unità può essere motivo di maggiore garanzia.

Particolarmente importante è l’individuazione di quei soggetti che possono essere fonte di preoccupazione. Mi riferisco a coloro che risultano esclusi, cioè coloro che ricevono molti rifiuti dai compagni e quasi nessuna scelta. Questi sono soggetti che si adattano male alla vita di gruppo, si comportano da irresponsabili; sono indolenti e non rispettano le norme istituzionali né quelle sub-istituzionali. L’individuazione di questi soggetti potrebbe permettere al Comandante di intervenire in modo appropriato al fine di evitare soprusi ed eventuali atti di "nonnismo" che, generalmente, vengono perpetrati da costoro a danno di soggetti isolati o solitari.

Per quanto riguarda i soggetti isolati ed i solitari, cioè coloro che non scelgono né rifiutano o che non sono scelti né rifiutati, essi vivono generalmente ai margini del gruppo, non riescono ad inserirsi per timidezza o perché non hanno mai avuto esperienze di vita in comunità. Questi soggetti sono spesso oggetto di derisione o subiscono scherzi da parte dei compagni. La loro conoscenza permette al Comandante di intervenire in modo appropriato e di adoprarsi affinché essi possano superare le difficoltà di inserimento nel gruppo. Credo che qualsiasi Comandante ha potuto constatare quanto sia difficile conoscere le dinamiche delle relazioni interpersonali ed i valori che stanno alla base delle norme che i militari si danno quando sono inseriti in squadre, plotoni, gruppi di lavoro, camerate.

A volte i Comandanti hanno sentore delle modificazioni che avvengono nei rapporti interpersonali all'interno dei gruppi; intuiscono la formazione di piccoli sottogruppi imperniati su capi che spesso non sono quello che sembrano essere; assistono a degli ostracismi, a volte, di difficile comprensione.

L'idea di scrivere questo articolo mi è nata dal desiderio di proporre ai Comandanti di piccole unità uno strumento che permetta loro di indagare in modo semplice e più approfondito le relazioni interpersonali che avvengono tra i membri di un gruppo in modo da conoscere meglio l'espansione affettiva, l'organizzazione delle scelte e dei rifiuti, la presenza di leader, di individui esclusi, isolati o solitari.

Il mio intento è quello di proporre l’utilizzo del test sociometrico, ideato da J. L. Moreno (1964).

Questo test è d'estrema semplicità di costruzione e di somministrazione. Esso può essere facilmente utilizzato da tutti i Comandanti di piccole unità o dagli Ufficiali Consiglieri dei Reparti.

Cos’è il test sociometrico?

E' uno strumento che serve a misurare come sono organizzate le relazioni all’interno dei gruppi in termini di attrazioni e repulsioni che si manifestano tra i membri.

Si parlerà di termini come "scelta" o "rifiuto".

La disposizione delle scelte o rifiuti sarà diversa secondo il criterio usato nel test. Il criterio può essere riferito al compito (detto anche di sociogruppo) oppure un criterio affettivo (detto anche di psicogruppo).

Il test deve essere accettato di buon grado dai membri del gruppo. E’ importante che esso sia somministrato in modo anonimo e che ci sia la rassicurazione che le risposte rimarranno segrete. Più la collaborazione sarà spontanea, più i risultati saranno validi e utili per gli stessi membri del gruppo. Per favorire la massima spontaneità e franchezza delle risposte è importante chiarire bene gli scopi della prova ed i vantaggi che da essa potranno trarre sia i singoli soggetti che il gruppo stesso. Inoltre occorre scegliere dei criteri sociometrici che rappresentino qualcosa di importante, preciso agli occhi dei soggetti e che corrispondano ad interessi reali del gruppo. Non si devono prospettare situazioni ipotetiche, irrealizzabili, altrimenti le risposte saranno distaccate e prive d'interesse. Quindi i criteri vanno adattati al gruppo che si intende studiare e vanno formulati in modo a loro comprensibile.

I criteri sociometrici più utilizzati sono quelli che chiedono di scegliere o rifiutare:

1. la vita in comune o lo stare insieme (psicogruppo);

2. la guida, la direzione o il comando (sociogruppo);

3. il lavoro in comune (sociogruppo).

La somministrazione del test è semplice, dura circa un quarto d'ora e consiste essenzialmente in un questionario attraverso il quale si chiede di indicare quali, tra gli altri membri del gruppo, sceglie o rifiuta in funzione di uno o più criteri di vita associata (lavoro, tempo libero). Con le risposte ottenute si può costruire un sociogramma del gruppo, ossia una mappa delle strutture affettive del gruppo ricavata dallo spoglio delle risposte date al test e permette di individuare i leader che emergono spontaneamente nel gruppo; i soggetti esclusi (quelli più rifiutati) e gli eventuali soggetti isolati e solitari.

Nell'esempio si evidenzia la formazione di due sottogruppi molto coesi ed in collegamento tra loro mediante i soggetti D - E ed F. Si può notare la reciprocità delle relazioni tra i membri del sottogruppo più piccolo e la presenza di un soggetto più scelto (sogg. O ) nel sottogruppo più grande (leader).

I soggetti che ricevono molte scelte sono i più "popolari"; i soggetti che ricevono pochissime scelte sono gli "isolati"; coloro che ricevono molti rifiuti sono gli "esclusi" o esclusi solo parziali se ricevono qualche scelta. Il numero delle scelte compiute indica l'espansione affettiva" del soggetto. Coloro che esprimono poche scelte sono detti "solitari".

Un esempio molto semplice e, a mio parere, molto efficace di test sociometrico da somministrare ad una piccola unità di militari di leva, comprendente sia un criterio affettivo (di psicogruppo) sia un criterio rivolto al compito (di sociogruppo), può essere costruito nel modo seguente. Le domande sono poste sia in forma positiva (per stimolare le scelte) sia in forma negativa (per stimolare i rifiuti).

1a. Con quale dei tuoi compagni preferisci recarti in libera uscita?

1b. Con chi non preferisci recarti in libera uscita?

2a. Insieme a quale dei tuoi compagni preferisci svolgere un lavoro?

2b. Con chi non preferisci svolgere un lavoro?

Può sembrare superfluo ricordare che le scelte ed i rifiuti devono essere effettuate tra i componenti del gruppo preso in esame, esclusi i capi formali (graduati, Sottufficiali e Ufficiali).

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