Dott. Bruno Maietta - TERAPIA ENERGETICA

Dott. Bruno Maietta
Psicologo – Psicoterapeuta - Terapia energetica

 

Impiego del Test Sociometrico in piccoli gruppi istituzionali

INTRODUZIONE

Durante gli oltre ventisette anni di servizio svolto in vari Reparti sono sempre stato a diretto contatto con i militari di leva.

Ho sempre svolto il mio lavoro stando molto vicino ai "miei" soldati. Ho parlato spesso con loro, ho ascoltato i loro problemi e li ho aiutati per quanto mi è stato possibile. Malgrado ciò, ho dovuto constatare quanto sia difficile conoscere le dinamiche delle relazioni interpersonali ed i valori che stanno alla base delle norme sub-istituzionali che i militari si danno quando sono inseriti in piccoli gruppi (plotoni, squadre, gruppi di lavoro, camerate).

Né gli Ufficiali, né i Sottufficiali, per quanto vicino ad essi possano vivere, sono mai riusciti a penetrare i segreti della loro vita di gruppo al di fuori dell'orario di servizio: essi si schermiscono da ogni intrusione da parte dei loro superiori. I capi formali a volte hanno sentore delle modificazioni che avvengono nei rapporti interpersonali all'interno dei gruppi; intuiscono la formazione di piccoli sottogruppi imperniati su capi che spesso non sono quelli che sembrano essere; assistono a degli ostracismi di cui talora non comprendono gran che.

Eppure un Comandante dovrebbe conoscere molto bene gli uomini che ha alle dipendenze ma, purtroppo, si trova costantemente in contatto con giovani che conosce molto poco e male. Questa difficoltà che incontrano i Comandanti a conoscere in modo sufficiente i propri dipendenti mi ha spinto a svolgere questo lavoro che non ha la pretesa di essere considerato una ricerca scientifica. Con esso mi sono proposto di raccogliere alcune informazioni riguardanti dei piccoli gruppi istituzionali con lo scopo di provare ad indagare un pò più a fondo nelle relazioni interpersonali che avvengono tra i membri di alcuni gruppi in modo da conoscere meglio l'espansione affettiva, l'organizzazione delle scelte e dei rifiuti, la presenza di individui isolati, esclusi, la coesione di gruppo e la conoscenza, da parte dei membri, della posizione da essi occupata all'interno dei gruppi di appartenenza.

Per fare ciò mi sono avvalso del test sociometrico ideato da J. L. Moreno.

Questo test è di una estrema semplicità di costruzione e di somministrazione tale da poter essere utilizzato da tutti i comandanti di piccole unità (plotoni o squadre) per avere rapidamente un sociogramma (mappa delle strutture affettive del gruppo ricavata dallo spoglio delle risposte date al test), in modo da individuare i leaders spontanei emersi nel gruppo, i capri espiatori (soggetti più rifiutati) e gli eventuali soggetti isolati (coloro che non vengono scelti né rifiutati).

Prima di descrivere il Test Sociometrico, desidero parlare brevemente dei gruppi e più precisamente dei piccoli gruppi, delle caratteristiche, dei processi elementari nei gruppi, della struttura, delle norme di gruppo, dell'influenza sociale, della leadership.

I gruppi sociali

Gli esseri umani sono "esseri sociali". I gruppi sono una parte inevitabile dell'esistenza umana. Gli individui crescono in gruppi, lavorano in gruppi, decidono in gruppi. Mentre in passato il gruppo era inteso come un aggregato di persone le cui caratteristiche derivavano da quelle dei suoi membri, oggi, in seguito alla "Teoria di campo" di Kurt Lewin, viene esaltato il concetto di totalità del gruppo. Il gruppo è qualcosa di diverso dalla somma dei suoi membri. Si parla di "totalità dinamica", nel senso che un cambiamento di stato di una sua parte, interessa lo stato di tutte le altre parti. Considerare il gruppo significa prendere in esame i problemi del gruppo che non sono riconducibili ai problemi dei singoli membri. Il gruppo evidenzia bisogni di gruppo, tensioni di gruppo, scopi di gruppo.

I piccoli gruppi

Si può parlare di gruppo, a differenza della diade, quando la eliminazione di un membro non comporta la scomparsa del gruppo (Simmel). Quindi già quello composto da tre persone è considerato un piccolo gruppo. In esso sono possibili coalizioni e sottogruppi ed è impossibile che in esso si instauri una unità di sentimenti e di stati d'animo. In esso ciascun membro riceve da ogni altro delle impressioni o percezioni, sufficientemente distinte, per cui egli può reagire ad ognuno di essi presi singolarmente (Bales).

Caratteristiche.

Le caratteristiche fondamentali del piccolo gruppo sono:

- le interazione faccia-a-faccia prolungate infatti in esso i membri agiscono e interagiscono gli uni con gli in modo che tra essi si instauri un rapporto di mutua influenza ed interdipendenza;

- la realtà sociale, dalla rete di relazioni che si instaura tra i singoli membri del gruppo, emerge la consapevolezza che il gruppo è una realtà sociale che è qualcosa di diverso e di più della semplice somma dei singoli membri del gruppo stesso. E' questa realtà sociale che fa sì che il gruppo si percepisca come un'entità distinta dai singoli membri, che fa sentire il NOI e che permette la coesione;

- condivisione degli obiettivi;

- norme di gruppo, che sorgono all'interno del gruppo secondo le quali agiranno i membri e si aspetteranno che così facciano anche gli altri ;

- l'instaurarsi di relazioni affettive. E' difficile che i membri di un piccolo gruppo siano emotivamente neutrali o indifferenti l'un l'altro. Alcuni saranno più amati e popolari, altri non amati, isolati o rifiutati.

- la sua esistenza deve essere normalmente nota alle altre persone che non si definiscono membri di quel gruppo ;

- che abbia una struttura sociale formale o implicita (che ci sia una rete interdipendente di ruoli e status gerarchici) .

Alcuni tipi di piccoli gruppi

Vorrei considerare tre tipi di piccoli gruppi molto comuni, nei quali ognuno di noi svolge quotidianamente delle attività come membri: la famiglia, i gruppi di amici, i gruppi di lavoro. In essi sono riconoscibili tutte le caratteristiche fondamentali dei gruppi. Caratteristiche che operano in modo differente e assumono importanza variabile a seconda del gruppo.

a. La famiglia.

E' il gruppo in cui siamo nati ed a cui rimaniamo fedeli per tutta la vita. E' evidente che in essa si verifica un'interazione prolungata e la percezione di appartenenza a questo gruppo è talmente forte che normalmente appare per scontata. Gli obiettivi della famiglia sono numerosi e riguardano sia il mantenimento delle buone relazioni interne, sia attività esterne di tipo operativo. Le relazioni affettive sono molto importanti. La vita di famiglia da norme: alcune imposte dall'esterno e altre create all'interno del gruppo familiare.

b. Gruppi di amici.

Sono gruppi spontanei, molto comuni in adolescenza. Anche se questi gruppi sviluppano delle proprie norme per regolare il comportamento e caratterizzare l'appartenenza ad essi, queste norme non possono essere organizzate intorno a ruoli specifici in quanto, per diverse funzioni, sono membri diversi che assumono la funzione-chiave. La funzione principale di questi gruppi, generalmente, è il mantenimento del gruppo ed il benessere dei suoi membri. Infatti i membri trovano benessere nel fatto stesso di incontrarsi nel gruppo. Ma il gruppo può crearsi ulteriori obiettivi di utilità a breve termine. Ad esempio organizzare incontri di calcio con altri gruppi, gite, ecc...

c. Gruppi di lavoro

In genere sono gruppi strumentali (impiegati, operai, ecc..) ed anche i loro obiettivi sono strumentali o orientati al compito. In questi gruppi il benessere dei membri è un obiettivo secondario. Questi gruppi possono avere una struttura di ruolo precisa, di tipo gerarchica con un leader formale (imposto dai vertici). Comunque la struttura di potere imposta può non corrispondere alla struttura di potere o leadership che opera all'interno del gruppo. Ad esempio un impiegato, per un consiglio, può non rivolgersi al capo ufficio (perché lo ritiene troppo distaccato affettivamente e severo) ma ad un collega ugualmente capace e più cordiale.

Processi elementari nei gruppi

Entrare a far parte di un gruppo, diventarne membro, può provocare ansia. L'esperienza può comportare un certo grado di tensione. Semplicemente potremmo dire che questo è dovuto alla "paura dell'ignoto" ma, esaminando ciò che accade quando un individuo entra a far parte di un gruppo, ci accorgiamo che sono all'opera altri processi.

Un rilievo importante è attribuito alla reciprocità dell'individuo e del gruppo in quanto non è solo l'individuo che deve adattarsi al gruppo ma è anche il gruppo che deve adattarsi ai nuovi membri.

Moreland e Lewin mettono in risalto i cambiamenti nel concetto di sé che avvengono negli individui che entrano a far parte di un gruppo ed il processo affettivo di iniziazione al gruppo.

Per quanto riguarda il concetto di sé occorre tener presente che la nostra identità sociale è strettamente legata alla nostra appartenenza ai gruppi, per cui una prima conseguenza del divenire membri di un gruppo è il cambiamento nel modo in cui vediamo noi stessi. Questo inserimento richiede una ridefinizione di ciò che siamo, ridefinizione che può avere delle implicazioni per la nostra autostima e può avere delle conseguenze anche a livello comportamentale. Inoltre l'appartenenza ad un gruppo può avere conseguenze positive o negative per l'autostima, in funzione delle sorti del gruppo.

L'iniziazione al gruppo spesso è contraddistinta da qualche rituale che può comportare imbarazzo o dolore. La funzione del rituale di iniziazione può essere solo simbolica: cioè definire in modo chiaro chi fa parte del gruppo e chi no. Può anche avere la funzione di suscitare una certa lealtà nel nuovo membro. Infatti il disagio che comporta l'iniziazione può servire ad accrescere l'impegno successivo nei confronti del gruppo attraverso processi di riduzione della "dissonanza": "se ho fatto tutto questo per diventare membro di questo gruppo, deve essere veramente importante per me".

Un aspetto elementare della formazione del gruppo può essere l'esperienza di un destino comune, rendersi conto che i propri risultati sono legati a quelli degli altri.

Una forma di interdipendenza più forte è quella costituita dagli obiettivi connessi al compito del gruppo. Quando questi portano gli individui ad una relazione reciproca positiva sono probabili la cooperazione, la coesione ed una migliore prestazione di gruppo. Se l'interdipendenza è negativa si ha competizione, si riduca la simpatia per gli altri membri del gruppo e le prestazioni risultano scadenti.

Un'altra distinzione fondamentale nella vita di un gruppo è quella tra comportamenti diretti al raggiungimento dello scopo del gruppo (comportamento diretto al compito) e i comportamenti concernenti i sentimenti tra i membri del gruppo (comportamento socio-emozionale o espressivo).

Molto importanti nella vita di un gruppo sono lo status e l'amicalità. E' possibile caratterizzare individui e relazioni nel gruppo, rispetto a queste dimensioni, utilizzando le valutazioni soggettive fornite dai membri del gruppo o l'analisi oggettiva del comportamento.

Struttura sociale, ruolo e status

La struttura sociale è un aspetto molto importante del gruppo. Essa è la cornice all'interno della quale hanno luogo i processi elementari del gruppo.

Sherif definisce la struttura del gruppo come una "rete interdipendente di ruoli e status gerarchici". Ad esempio la famiglio è un gruppo in quanto tra i suoi membri esistono delle relazioni ben definite (genitore, moglie, bambino, figlio, sorella....) e queste relazioni sono accompagnate da precise differenze di potere e di status.

Il Ruolo può essere definito come il complesso delle aspettative da parte di una determinata società nei confronti del comportamento di un individuo che occupa una certa posizione in una catena di rapporti interumani. Le aspettative possono essere vincolanti, facoltative o morali, a seconda che il ruolo assunto sia già strutturato e stabilito per legge (Direttore generale, Ufficiale, Insegnante, ecc...) in modo da non consentire libertà a chi lo gioca, o che sia la risultante di un impegno assunto spontaneamente o un impegno morale.

Lo status (Bennet e Tumin) o posizione rappresenta l'aspetto strutturale e il ruolo l'aspetto funzionale di una stessa realtà.

La differenza principale tra ruolo e status è di valore. In un gruppo diversi ruoli possono avere valori simili, ma posizioni di status differenti sono valutate in modo diverso. Ogni individuo può giocare più ruoli.

Un individuo all'interno di un gruppo può assumere un ruolo che è diverso quando è fuori dal gruppo e che può ancora essere diverso quando si trova in famiglia.

Ad esempio: un bambino può essere evitato a scuola perché è poco bravo nello studio, molto richiesto nel gioco per le sue capacità di scegliere le attività ludiche, ritornare a casa ad essere subordinato in famiglia in relazione ai genitori ed ai fratelli più grandi.

Ad ogni particolare status possono trovarsi associati più ruoli relativi, un complesso di ruoli "Role-set"(Merton). Ad esempio il grado di Tenente implica un complesso di ruoli che comprende la relazione con i soldati del suo plotone, con i Sottufficiali, con i Tenenti suoi colleghi, con il Capitano e gli altri superiori gerarchici.

Le norme di gruppo

Tutti i gruppi sviluppano sistemi di norme che definiscono i limiti dei comportamenti accettabili e non. Queste norme aiutano l'individuo a strutturare e prevedere il proprio contesto e costituiscono uno strumento per regolare il comportamento del gruppo.

Esse, inoltre, facilitano il raggiungimento degli scopi del gruppo ed esprimono gli aspetti della sua identità.

Le norme possono variare a seconda delle circostanze ma possono anche restare stabili per molto tempo.

Nei gruppi istituzionali (che sono già strutturati, nei quali il comportamento dei membri è già regolato da norme istituzionali ed il raggiungimento degli obiettivi è già delineato) è molto probabile che vengono stabilite delle norme sub-istituzionali che non verranno mai a conoscenza dei leaders formali né da estranei al gruppo.

Influenza sociale

Il tipo di influenza sociale che più facilmente si osserva nei gruppi è il conformismo. Questo si riscontra quando gli individui si conformano agli atteggiamenti ed al comportamento della maggioranza. Ciò accade nella misura in cui certi individui sembrano disponibili a negare l'evidenza dei loro stessi sensi per seguire l'opinione della maggioranza. Questo tipo di conformismo è molto diffuso e le spiegazioni proposte per esse suggeriscono tra motivazioni principali:

1. bisogno di dipendere dagli altri per l informazioni sul mondo e di provare la validità delle proprie opinioni;

2. il raggiungimento degli obiettivi di gruppo è facilitato dalla uniformità degli intenti;

3. bisogno di approvazione che nasce dal desiderio di non sembrare diversi.

Leadership

Può definirsi come quel tipo di comportamento che spinge il gruppo al perseguimento dei propri scopi. Può accadere che in un gruppo la maggior parte di questi comportamenti siano dovuti ad un solo membro che in questo caso può venire soprannominato "leader". In un altro gruppo potrebbero prevalere due individui, in un altro la leadership potrebbe essere diffusa a tutto il gruppo o potrebbe non manifestarsi.

I leader hanno la capacità di influenzare gli altri più di quanto siano influenzati loro stessi.

In generale, dalle considerazioni comuni che vengono fatte, sembra che i leaders siano più intelligenti, più sicuri di sé, più capaci, dotati di conoscenze specifiche, hanno facilità di parola, dominanti, più socievoli, dotati di iniziativa, più perseveranti e orientati verso la riuscita rispetto ai loro seguaci.

In ogni contesto il leader più efficiente è colui che è meglio equipaggiato per aiutare il gruppo a raggiungere il proprio obiettivo (Bales).

Si distinguono tre modelli di leader.

1. Autocratico, tende ad organizzare tutte le attività del gruppo, dice a ciascuno cosa deve fare di volta in volta, resta lontano (fisicamente ed emotivamente) dal gruppo e si concentra sul compito immediato. In questi gruppi generalmente domina l'apatia e l'aggressività. Quest'aggressività, che non è possibile liberare sul capo, crea forti tensioni nei membri del gruppo che tendono a scaricarla su altri membri del gruppo (capri espiatori). In questi gruppi si riscontra una forte dipendenza nei confronti del leader ed un orientamento più egocentrico. Questo gruppo è molto produttivo solo in presenza del leader

2. Democratico, tende a pianificare le decisioni e le attività del gruppo permettendo ai membri di partecipare e scegliersi i compagni di lavoro. Il leader è in contatto (fisico ed emotivo) con il gruppo e cerca di diventarne membro vero e proprio. Nei gruppi a leadership democratica l'atmosfera tende ad essere più amichevole, centrata sul gruppo e ragionevolmente orientata al compito. Le prestazioni di questo gruppo sono buone sia in presenza del leader che in sua assenza. L'aggressività veniva sperimentata direttamente verso i capi e pertanto non produceva tensioni interne da scaricare su altri membri del gruppo o all'esterno.

3. Permissivo, tende a lasciare i membri liberi di agire a loro piacimento, con un minimo di intervento da parte sua, suscitando molte richieste di informazioni che non vengono soddisfatte. In questi gruppi sembra che le prestazioni migliorano in assenza del leader. Le funzioni della leadership possono ariare da gruppo a gruppo e da situazione a situazione. Esistono delle funzioni specifiche ma ce ne sono alcune che ricorrono in maniera sistematica.

Quella che segue è una lista di definizioni per due gruppi disfunzioni opposte ma non contrastanti:

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